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In viaggio col baby
In viaggio col baby

Perchè rinunciare ad un viaggio in una bella città, solo perchè con i bambini può sembrare più difficile? I week-end d'autunno o di primavera sono l'ideale per piccole gite in città d'arte vicine a casa (e ce n'è in ogni parte d'Italia) o anche per visite nelle capitali europee.
Un bambino, coinvolto nell'organizzazione e vivacemente motivato, può affrontare un viaggio in giro per una o più città e lo fa con grande interesse e partecipazione. Si possono visitare musei (non solo quelli "per bambini"), si può passeggiare per le vie di un centro storico, si può saltare da un mezzo pubblico all'altro, senza grandi timori di incappare in lagne di noia e ostinati capricci.

Ci sono due regole base da tenere presenti per il successo di una visita ad una città:
- cercare un serio compromesso tra i ritmi del viaggio e quelli dei bambini;
- farli partecipare totalmente ad ogni attività o visita, coinvolgendoli,
spiegando, motivando;

Relativamente al primo punto, alcuni piccoli consigli pratici sono:
- prevedere attività o visite che non superino le due ore;
- organizzarsi in modo che, ogni due o tre ore, si possa fare una pausa in un luogo tranquillo, magari all'aperto;
- avere sempre cibo "consueto" e amato a disposizione, rimandando l'assaggio delle specialità locali (che è sempre d'obbligo) magari al pasto serale, più tranquillo e consumato in un momento di maggior relax;
- alternare mete "adulte" con quelle amate dai bambini, come parchi con i giochi, giri in battelli, passeggiate in bici, ecc.

Per quanto riguarda, invece, la partecipazione, il punto fermo è "viaggiare insieme ai bambini e non portandosi dietro i bambini".
Prima della partenza è opportuno prepararsi per tenere viva la curiosità, che è il motore di ogni attività dei più piccoli. In commercio si trovano guide pensate per i bambini quasi di ogni capitale eropea e non, o città d'arte italiana. Se ne trovano alcune pensate come una storia che si svolge in giro per la città. Spesso sono libri illustrati che raccontano le vicende di un gruppo di bambini o altri personaggi che vivono un'avventura nella città, cogliendo così lo spunto per raccontarne i principali luoghi d'interesse.
Sarà bello leggere il libro prima di partire (se ne può anche approfittare per sopportare le attese in aeroporto o in stazione) e poi rileggerne le parti relative alla meta della giornata quando si è sul posto.
Perchè evitare, poi, le visite ai musei "da grandi"? L'importante è spiegare e parlare di tutto quello che si vede.
In molti grandi musei ci sono visite pensate per i bambini: a volte però hanno orari e giorni che non coincidono con la nostra visita. A quel punto è bene che i genitori si armino di buona volontà e di qualche nozione di base per illustrare le opere in mostra.
Dopo la visita ad un museo o ad una mostra, ci si può divertire, la sera, a disegnare con lo stile di qualche opera che ci ha particolarmente colpito: questo fisserà il ricordo di quello che si è visto per molto tempo ed aumenterà l'interesse per le prossime visite. Infatti carta e matite colorate o pennarelli devono sempre far parte del corredo di viaggio.
Insomma, basta poco per trasformare la vacanza in viaggio.

Silvia Tropea - www.genitoricrescono.com


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