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Tema: Eco-sostenibilita'
Tema: Eco-sostenibilita'

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Un piccolo dossier sull'argomento del mese:

ECO-SOSTENIBILITA'

 

Ecosostenibilità: argomento enorme, che dal microcosmo della nostra pattumiera arriva fino al famoso orso polare in bilico su un cubetto di ghiaccio…

Argomento evocatore di gesti e pensieri che si saldano ad approcci critici provenienti da più fronti: da riflessioni filosofiche o spirituali sulla vita; da spinte emotive e psicologiche; da motivazioni concrete a volte drammatiche di incertezza sul proprio futuro e su quello del mondo. Pensare a un domani ecosostenibile dovrebbe guidare le scelte che facciamo costantemente per noi e per i nostri figli. I gesti che quotidianamente compiamo dovrebbero essere esaminati sotto una lente critica per rivedere, contestare e superare i modelli attuali e inventarne di nuovi. Perché andare avanti così semplicemente non è sostenibile.

Alcuni genitori cercano di vivere secondo nuove abitudini; si scambiano opinioni e piccoli consigli pratici: c’è il web che aiuta, per fortuna. Basta vedere quello che succede nel blog di genitoricrescono.com, dove le riflessioni di fine giornata di Silvia, come sassi in uno stagno, fanno cerchi che si allargano sull’acqua e si apre un confronto.
Forse per essere genitori modello di un futuro sostenibile è necessario praticare uno stile di vita sobrio, magari decidendo di passare più tempo con i propri figli sopportando stoicamente l’onta di un televisore al plasma inferiore ai 37 pollici nel salotto… è l’approccio di chi sostiene il concetto di decrescita, il cui profeta europeo è Serge Latouche (Breve Trattato sulla Decrescita Serena - Ed. Bollati Boringhieri).

 

Descrescere significa ribaltare la scala di valori adottata dalla società occidentale negli ultimi 100 anni, rifiutare la forma mentis di chi “comanda” il mondo (stressandolo…). E’ una sfida e una provocazione. In questo difficile momento storico, una cosa che sembra funzionare è l’innovazione, intesa come creatività, spalmata su tutto grazie alla potenza della rete. Ci sono infatti tante idee nuove, realizzabili, praticabili, spesso già realizzate e praticate. Idee che possono costituire un’alternativa, che possono salvare non il salvabile ma il buono. Sono quelle idee che fanno alzare, anche solo per un memorabile momento, un’onda. Come speriamo faccia l’iniziativa M’illumino di meno, voluta da Maurizio Pallante, “decrescitore” nostrano e fondatore del Movimento della Decrescita Felice, sostenuta anche quest’anno dagli eroi di Caterpillar (Rai Radio 2), che invitano l’Italia intera ad abbassare i consumi di energia illuminando di meno, ma soprattutto illuminando con nuovi mezzi che sfruttino energia pulita e/o riciclabile (dal 4 febbraio al 12, giornata culminante), stimolando non solo la riflessione, ma anche la sperimentazione e la creatività.

 

La scelta di una economia ambientalmente sostenibile non è un’utopia e proposte già pronte per l’uso circolano e sono sostenute da personaggi di tutto rispetto come Al Gore con il suo libro La scelta. Come possiamo risolvere la crisi climatica (ed. Rizzoli).
Leggendo Wired si scopre che le cose che funzionano - o che potrebbero funzionare - ci sono già, sono tante e hanno una forza intrinseca, basata anche sulla logica economica; basta che il pensiero che le elabora sia pulito e sappia guardare da un altro punto di vista, in modo che siano subito evidenti i paradossi e i punti deboli del nostro sistema di vita, rendendo possibile l’intervento.

Stampiamoci allora il Totem della Felicità, realizzato dalla designer Angela Morelli, che schematizza i punti focali della società del domani dove non esiste più Pil, tiranno della nostra economia, immaginata da Herman Daly. O meglio, compriamolo sottoscrivendo la campagna di EcoLabs per la sensibilizzazione sui temi ambientali a livello mondiale.

 

 

 

Mentre torniamo a casa nostra, percorrendo lo stivale - paradiso terrestre mortificato e vilipeso - incontreremo cassonetti per buttare la nostra “monnezza” rotti, fatiscenti, mancanti, e baie come quelle, un tempo fatate, di Coroglio o di Termini Imerese, deturpate da fabbriche forse inutili, anche se preziose per la sopravvivenza della gente. Procuriamoci allora un libretto che parla di cose presenti ogni giorno nella nostra vita di genitori, ricco di spunti per la crescita (quella sì) della nostra consapevolezza, almeno nel rapporto con i nostri bambini: Il Bambino Ecologico (ed. Stampa Alternativa). La sera, magari rinunciando a Sanremo, leggiamocelo - se non a lume di candela almeno alla luce di una lampada a energia solare.


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Laura scrive:

A proposito di ecosostenibiltà, comunque, vi posso raccontare che sto vivendo da circa 1 anno una odissea per riuscire a realizzare un impianto fotovoltaico a casa mia, per via di un vincolo ambientale e paesaggistico insistente nella zona dove abito, che fa parte di un quartiere di Roma che è oggetto, da oltre un ventennio, di una intensiva speculazione edilizia. Non è contraddittorio che un cittadino intenzionato a far qualcosa per l'ambiente debba scontrarsi proprio contro leggi ambientali? Ma allora vogliamo davvero l'ecosostenibilità o questa serve soltanto a riempire pagine di giornali, bocche di politici e consulenti di turno e (forse) le tasche di qualche commissione di tecnici ed esperti? Mi sento amareggiata ma non desisto!
Ovviamente la mia odissea è perfettamente documentata e rintracciabile, quello che vi ho scritto non è frutto di una fantasia paranoica.

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